Isole e isolotti

Round Island: la rinascita di un gioiello mauriziano

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Round Island: la rinascita di un gioiello mauriziano

Un santuario vulcanico ai margini dell'Oceano Indiano

Round Island, una piccola isola vulcanica di 219 ettari situata a poche decine di chilometri a nord di Mauritius, incarna una delle più grandi storie di successo in ambito di conservazione al mondo. Questa gemma mauriziana, il cui ripido cono si erge maestoso dalle acque turchesi dell'Oceano Indiano, racconta una storia eccezionale di resurrezione ecologica che suscita ammirazione.

Geografia ed educazione geologica

Posizione e caratteristiche fisiche

Round Island è un isolotto disabitato appartenente alla Repubblica di Mauritius e parte dell'Arcipelago delle Mascarene. Questa formazione vulcanica testimonia l'intensa attività geologica che ha plasmato l'intera regione milioni di anni fa.

La formazione geologica di Mauritius e dei suoi isolotti satelliti, tra cui Round Island, è il risultato di eruzioni vulcaniche sottomarine risalenti a oltre 9 milioni di anni fa, mentre la geologia mauriziana risale a circa 10 milioni di anni fa. Questa origine vulcanica conferisce a Round Island il suo caratteristico rilievo, con ripide scogliere a picco sull'oceano.

Un rilievo vulcanico unico

L'isola presenta una morfologia tipica delle isole vulcaniche, con un cono centrale circondato da ripide scogliere. Questa particolare configurazione geologica ha creato una varietà di microhabitat, da anfratti protetti ad altopiani esposti ai venti marini, offrendo così una notevole diversità di ecosistemi nonostante le piccole dimensioni dell'isola.

Storia: dalla scoperta alla desolazione

Le prime esplorazioni

L'isola fu avvicinata per la prima volta il 15 marzo 1801 dalla spedizione Baudin, che segnò la sua prima ricognizione scientifica ufficiale. A quel tempo, Round Island aveva ancora un ecosistema incontaminato, con una vegetazione lussureggiante e una fauna endemica intatta.

L'era della distruzione (XIX – metà del XX secolo)

Per più di un secolo e mezzo, questa terra insulare ha sofferto

l'assalto distruttivo di specie invasive, guidate da capre e conigli, che hanno metodicamente rosicchiato la vegetazione autoctona. Questo periodo oscuro nella storia dell'isola illustra perfettamente la devastazione che l'introduzione di specie non autoctone può causare nei fragili ecosistemi insulari.

Le conseguenze furono drammatiche: massiccia erosione del suolo, la graduale scomparsa della vegetazione autoctona e l'estinzione locale di molte specie animali. Round Island sembrava destinata a trasformarsi in un deserto roccioso, una silenziosa testimonianza dell'impatto distruttivo dell'uomo sulla natura.

La grande svolta: dalla riserva naturale al Rinascimento

1957: Una decisione salvifica

Nel 1957, le autorità mauriziane presero una decisione che avrebbe salvato la vita di tutti: l'isola divenne una riserva naturale, chiusa al pubblico. Questa misura di protezione segnò l'inizio di una nuova era per Round Island.

Il programma di eradicazione (1957-1986)

Soprattutto, è stato avviato un programma sistematico di eradicazione delle specie invasive. Nel 1986, l'ultimo di questi animali distruttivi è scomparso dall'isola. Questa campagna di eradicazione, portata avanti con straordinaria pazienza e determinazione per quasi tre decenni, costituisce una delle operazioni di ripristino ecologico di maggior successo al mondo.

Ripristino ecologico (dal 1986 a oggi)

Sotto l'egida della Mauritius Wildlife Foundation e del National Parks Service, è iniziata un'impresa titanica: il completo ripristino di questo ecosistema unico. Questa fase di ricostruzione ecologica richiede sforzi costanti e un rigoroso approccio scientifico.

Il ruolo pionieristico di Gerald Durrell e la collaborazione internazionale

La Mauritian Wildlife Foundation è stata fondata nel 1984 come iniziativa pionieristica dal naturalista Gerald Durrell e dal Jersey Wildlife Preservation Trust, principalmente per raccogliere fondi per la conservazione della fauna selvatica endemica di Mauritius. Questo programma di ripristino a lungo termine è stato avviato dalla Mauritian Wildlife Foundation e dal National Parks and Conservation Service, in collaborazione con il Durrell Wildlife Conservation Trust. Questa collaborazione tripartita internazionale è stata determinante per il successo del ripristino di Ronde Island, rendendolo uno dei programmi di ripristino insulare più longevi al mondo e una vera e propria storia di successo ecologico.

La rinascita della biodiversità

Un bestiario straordinario risorto

Oggi, Round Island ospita un bestiario straordinariamente ricco. Il restauro ha portato allo spettacolare ritorno di specie endemiche uniche.

I rettili emblematici

Scinco di Telfair (Leiolopisma telfairi)Questa grande e imponente lucertola terrestre, presente solo sull'isola di Round, svolge un ruolo vitale nell'equilibrio ecologico regolando le popolazioni di insetti. Questa specie, un tempo minacciata di estinzione, ora prospera nel suo habitat ripristinato.

Geco di Günther (Phelsuma guentheri): Prende il nome dallo zoologo tedesco Albert Günther che lo descrisse, questo geco diurno raggiunge i 25 centimetri di lunghezza con una colorazione generalmente grigio-marrone chiaro. È presente principalmente nelle palme Latania e Pandanus (vacoas) dell'isola di Round, ma si osserva frequentemente anche in aree rocciose aperte e sulle pareti dei burroni.

Il boa carenato (Casarea dussumieri)Questa specie arboricola e notturna, un tempo predatore diffuso a Mauritius prima di essere decimato da specie invasive come i ratti, trova ora il suo rifugio definitivo sull'isola di Round. È l'unico serpente endemico di Mauritius, il che rende la sua conservazione ancora più cruciale. La sua sopravvivenza simboleggia la speranza per la conservazione delle specie endemiche di Mauritius.

Il geco diurno ornato:Tra le numerose specie di gechi presenti, il geco diurno ornato si distingue per la sua bellezza e per il suo importante ruolo ecologico nell'impollinazione di alcune piante endemiche.

Perdite irrecuperabili

Purtroppo, il Boa di terra di Round Island (Bolyeria multocarinata) non è stato altrettanto fortunato: la specie è stata costretta all'estinzione da predatori invasivi, un duro monito della fragilità degli ecosistemi insulari. Questa specie un tempo prosperava su Round Island prima che l'impatto dell'attività umana e degli animali invasivi si facesse sentire. Questa estinzione sottolinea l'importanza cruciale degli sforzi di conservazione.

Tartarughe giganti di Aldabra: un ingegnoso sostituto ecologico

Con un innovativo approccio di ripristino ecologico, circa 200 tartarughe giganti di Aldabra sono state introdotte a Round Island. Pur non essendo endemiche di Mauritius, svolgono comunque un ruolo chiave nel ripristino della vegetazione autoctona presente, sostituendo la tartaruga gigante di Mauritius, estinta da tempo. Queste tartarughe agiscono come "giardinieri naturali", disperdendo i semi e mantenendo libere alcune aree necessarie alla rigenerazione della vegetazione.

Un santuario mondiale per gli uccelli

Round Island è diventata anche un santuario ornitologico di importanza mondiale. La biodiversità ornitologica dell'isola è una testimonianza del successo del suo ripristino ecologico.

Specie notevoli

Il petrello dell'Isola Rotonda (Pterodroma arminjoniana): È l'unico sito di nidificazione noto nell'Oceano Indiano del petrello di Round Island, un uccello misterioso la cui tassonomia rimane incerta e che potrebbe essere un ibrido di diverse specie di petrello. Con le sue migrazioni straordinariamente lunghe, rimane un simbolo del successo della conservazione degli uccelli marini dell'isola.

Il popolo dalla coda di paglia: Il fetonte codarossa (Phaethon rubricauda) e il fetonte codabianca (Phaethon lepturus), riconoscibili per le loro spettacolari penne caudali, nidificano sulle ripide e inaccessibili scogliere. Queste specie sono strettamente legate alle scogliere dell'isola, dove trovano siti di nidificazione perfetti.

Altri uccelli mariniL'isola ospita anche la berta codacuneata (Ardenna pacifica) e il becco di Bulwer (Bulweria bulwerii), che sfruttano le scogliere e il terreno particolare di Round Island per riprodursi.

La Rinascita della Flora delle Palme

La vegetazione isolana non è rimasta indifferente a questa rinascita. Dove un tempo dominavano le foreste di latifoglie, ora scomparse, un palmeto endemico sta riprendendo il suo posto.

Specie vegetali notevoli

La palma bottiglia (Palma bottiglia)La palma bottiglia di Round Island, una delle specie più rare al mondo e ritenuta estinta, sta tornando in vita grazie al paziente impegno degli ambientalisti. Sorprendentemente, l'unica popolazione selvatica di questa specie eccezionale si trova proprio a Round Island, e recenti osservazioni mostrano che la sua popolazione sta aumentando e rigenerandosi autonomamente, un segnale molto incoraggiante.

Il Latanier Blu: La palma blu, con le sue caratteristiche foglie a ventaglio, sta di nuovo colonizzando i ripidi burroni. Una numerosa popolazione di questa specie endemica prospera ora sull'isola.

Altre specie notevoli:L'isola ospita anche il pandanus vandermeeschii, l'acacia autoctona, il bois de clou e il diospyros egrettarum, una delle 11 specie di ebano rimaste a Mauritius.

Le sfide persistenti

Questa rinascita, tuttavia, non è priva di battute d'arresto. L'isola ha appena perso la sua ultima palma selvatica, spazzata via da una tempesta. Ne rimangono solo pochi esemplari, coltivati altrove da semi raccolti negli anni '90, il che offre una flebile speranza di salvare la specie dall'estinzione definitiva.

Un successo ecologico riconosciuto a livello mondiale

Rigenerazione naturale confermata

Osservazioni recenti, in particolare quelle effettuate nel 2021, confermano che la flora e la fauna dell'isola si sono rigenerate notevolmente rispetto a circa vent'anni fa. I segnali sono positivi, sia per quanto riguarda le piante che i rettili endemici. L'isola sta dando chiari segnali di ripresa dal suo degrado storico.

Questa rigenerazione crea un benefico effetto valanga: poiché la vegetazione si rigenera bene, fornisce un habitat più ampio per i rettili, che a loro volta si rigenerano meglio. Questo circolo virtuoso illustra perfettamente la resilienza degli ecosistemi insulari quando vengono adeguatamente protetti e ripristinati.

Riconoscimento internazionale

Fin dalla sua designazione come riserva naturale nel 1957, questa piccola isola rappresenta uno dei progetti di ripristino insulare più longevi al mondo e una vera storia di successo ecologico. Round Island è rinomata in tutto il mondo per la diversità delle sue specie in via di estinzione e per il successo della loro conservazione.

Sfide contemporanee

Minacce attuali

Sebbene Round Island rappresenti un clamoroso successo in termini di conservazione, rimane fragile. Nuove specie vegetali invasive minacciano costantemente l'equilibrio ristabilito, mentre il cambiamento climatico pone incertezze senza precedenti per questo ecosistema, ricostruito da zero.

Monitoraggio e protezione continui

La gestione di Round Island richiede una vigilanza costante. I team di conservazione monitorano costantemente l'emergere di nuove specie invasive e mantengono il fragile equilibrio ecologico di questo ecosistema ripristinato.

Round Island: un modello per la conservazione globale

Un successo eccezionale

Cinquant'anni dopo la sua designazione a riserva naturale, Round Island è la prova che con la forza di volontà, la scienza e il tempo, l'umanità può rimediare agli errori del passato. Questa storia di successo è un esempio stimolante per i progetti di conservazione in tutto il mondo.

Un simbolo di speranza

In un mondo in cui la biodiversità si sgretola sempre di più ogni giorno, questo piccolo scoglio vulcanico sperduto nell'Oceano Indiano illumina l'orizzonte con le sue promesse: sì, è ancora possibile salvare ciò che sembrava irrimediabilmente perduto.

Conclusione: l'eredità di Round Island

Round Island rappresenta più di una semplice storia di successo nella conservazione: incarna la capacità dell'umanità di riconoscere i propri errori e di impegnarsi per ripararli. Questo piccolo santuario vulcanico, risorto dalle acque dell'Oceano Indiano, ci ricorda che la natura ha una straordinaria capacità di rigenerazione, a patto che le vengano forniti i mezzi.

Oggi, Round Island continua a evolversi sotto l'occhio vigile di scienziati e ambientalisti mauriziani. Ogni specie salvata, ogni ecosistema ripristinato, rappresenta un passo avanti verso la salvaguardia dell'eccezionale patrimonio naturale di Mauritius. Nella vastità dell'Oceano Indiano, questa piccola isola vulcanica brilla come un faro di speranza, dimostrando che la coesistenza armoniosa tra esseri umani e natura è possibile, anche nelle circostanze più difficili.

Round Island non è solo un gioiello mauriziano resuscitato: è una testimonianza vivente di ciò che la determinazione umana può realizzare al servizio della biodiversità globale.

Per saperne di più

Fonte della foto: www.mauritian-wildlife.org per la presentazione
Dalībnieks, Di pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons, per il banner in alto

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